Riunione del 21 Luglio 2008Scusate il disturbo
“Scusate il disturbo” parte dalla volontà di agire di fronte alla scomparsa dei luoghi di aggregazione a Milano, davanti all’aumento delle misure vincolanti per il mondo dell’associazionismo e della cultura (abbassamento dei livelli sonori dei concerti, chiusura dei concerti alle 23.30 di sera, chiusura dei luoghi di aggregazione all’una, licenze non concesse…).
Da una parte, queste misure obbligano la città ad un silenzio dove risuona il vuoto socio-culturale e dall’altra cambiano gli interlocutori dei soggetti organizzatori. Non si tratta più di rapportarsi con gli enti pubblici ma con altri soggetti che assumono, senza una reale competenza, non solo un ruolo di controllo ma anche un ruolo decisionale e di potere (ARPA, Annonaria, Vigili Urbani …).
Milano si spegne, i cittadini si abituano all’assenza assoluta di tolleranza verso qualsiasi forma di cultura. I nervi a fior di pelle, si perde l’abitudine dello stare insieme, del socializzare. La Milano diurna deve essere una lavoratrice accanita e quella notturna diventa poco a poco una terra sterile sulla quale cresce l’individualismo e la paura del diverso. “Scusate il disturbo” vuole essere un’iniziativa di protesta contro questa Milano del silenzio sterile, un modo per far reagire chi si sta addormentando cedendo a questo sonno arido eppure confortevole.
Quest’evento sporadico non è fine a se stesso. Siamo consapevoli che non basterà. Questa forma di protesta è un pretesto, un’opportunità per permettere l’incontro di realtà, associazioni e persone diverse che si uniscono attorno ad un disagio comune, ad una situazione intollerabile. Le nuove regole restrittive che vincolano gli eventi musicali sono sicuramente la prova più tangibile e più facile da vedere, ma si inseriscono senz’altro all’interno di una problematica molto più ampia e molto più vecchia di quanto sembra. La decadenza culturale milanese, palesata dall’aumento di vincoli, dalle multiple e ripetute riduzioni di libertà, dalla scomparsa degli spazi aggregativi, rivela un vero problema sociale e politico: un disastro culturale per la città e i suoi cittadini.
Durante la riunione, diverse proposte sono state fatte: – ricordiamo che la proposta iniziale era una performance in silenzio (ballo, gruppi teatrali, improvvisatori, dj…) in una piazza centrale di Milano (piazza Duomo, S.Lorenzo, ..) in un orario di passaggio. Lo scopo è colpire la gente imponendo il silenzio il più totale possibile, portando segni distintivi (magliette, distintive …).
Una performance in silenzio con gente piena di voglia di esprimersi.
– Si era pensato di allestire finte scenografie: finte casse, cuffie costruite con pezzi di cartone, DJ su carri che non accenderanno il loro mixer, artisti, musicisti di richiamo che faranno finta di suonare… Saremo noi e noi soli a percepire la musica nel silenzio, per provocare, rifiutare e resistere.
– con un modello simile è stato proposto una specie di funerale silenzioso come richiamo alla città che si sta spegnendo, che sta morendo.
– o ancora, il gruppo di persone che si riunirà per la performance cercherà di zittire i passanti con …ssssst! e dito alla bocca producendo un sibilio diffuso (suono del silenzio) Altri interventi hanno invece espresso la necessità di una protesta più frontale e rumorosa:
– concerti selvaggi, Street parade, TAZ; – rilevazione e registrazione del livello sonoro di Milano e riproduzione dei rumori (tangenziale, piazza Duomo, piazzale Loreto….) sotto le finestre de Comune o della Moratti L’occupazione di periferie depresse La stampa, radio… devono essere chiamate ad assistere all’evento, e invitate a dare risonanza mediatica alla protesta.
La presenza di più di 25 persone alla riunione del 21 luglio, rappresentanti di associazioni, di circoli, di centri sociali, artisti e singoli cittadini dimostra prima di tutto l’esistenza vera e propria di un disagio. La moltitudine delle proposte fatte durante l’incontro ha sicuramente allargato il campo della riflessione (è stato affrontato il tema della musica, del pubblico, della comunicazione degli organizzatori stessi con i cittadini…).
Per ciò, ci sembra importante riuscire a stabilire un messaggio preciso e chiaro, non solo per l’evento in se e per la comunicazione che verrà fatta attorno ma anche e sopratutto per le proposte che nasceranno dal collettivo costituito per la sua organizzazione.
Si tratta quindi per il prossimo incontro di definire precisamente:
-l’evento;
-il messaggio politico che verrà rilasciato durante e dopo l’evento, e il modo di comunicarlo -necessità o meno di dare una forma al gruppo di persone che si sono dimostrate interessate a partecipare all’iniziativa (collettivo, comitato, associazione formale o no…).
In ogni caso, ci è sembrato fondamentale coinvolgere più soggetti e realtà possibili, anche al di fuori del mondo dell’associazionismo.
-L’iniziativa sarà organizzata in un modo ufficiale con richiesta di permessi o sarà invece spontanea e anonima, con passaparola, stile ‘critical mass’ che porterà un gruppo di persone a trovarsi nella stessa ora e luogo a fare la stessa cosa?
-Quale sarà la progettualità al di là dell’evento?
Ci riconvochiamo quindi lunedì 28 luglio alle ore 20.00 Grazie a tutti e a lunedì!